Emilio Rizzo

‎"Imparando a sognare imparano a diventare grandi, a diventare degni, imparano a lottare"

Video

“Tales”

“No Tav”

“No Tav” Trailer

“Tales” Trailer

Restiamo Umani

“Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che è la famiglia umana.”

Sweet Home Chicago

Video: Emilio Rizzo Music: Robert Johnson

La storia di uno e di tutti

Ci fù un tempo in cui non c’era tempo Era il tempo prima del tempo Si viveva il tempo e basta Senza andare in nessun posto e senza venire da nessuna parte. In questo tempo vivevano i primi uomini e le prima donne E i primi uomini e le prime donne amavano molto parlare, questo si… Ma parlavano tutti insieme! E non si capiva una parola di quello che si diceva. Eppure, chissà perché, ci fu un momento in cui rimasero in silenzio allo stesso tempo. Parlò allora uno di loro e disse a tutti, compreso se stesso. È cosa giusta che quando uno parla gli altri stiano in silenzio. Cosi quello che parla possa ascoltarsi e gli altri che non parlano possano ascoltarlo. E concluse perciò che quello che bisognava fare era parlare a turno. Tutti furono d’accordo. E gli anziani più anziani dicono che questo fù il primo accordo della storia, la decisione di non parlare soltanto, ma anche di ascoltare. I primi uomini e le prime donne capirono allora che uno è necessario per apprendere, per vivere e per amare. Ma capirono anche che uno non è sufficiente e che c’era bisogno di tutti per mettere in moto il mondo, per cambiarlo, per renderlo migliore o per farlo nuovo. p.s fu in quel momento che passo’ il cavallo beige in cerca di una storia dove riposare. Fine

Racconti per una Val di Susa Insonne…

é cosi che muore la libertà. A manganellate e lacrimogeni su persone indifese.

Racconti per una Giustizia Insonne…

30 secondi per dire NO al legittimo impedimento.

Racconti per una Solitudine Privatizzata…

 30 secondi per dire NO alla privatizzazione dell’acqua.

Racconti per una Solitudine Nucleare…

30 secondi per dire NO al nucleare!


La storia di a volte

C’era una volta o forse un’altra volta “per sempre” e “mai” che spadroneggiavano sul mondo erano cattivissimifinche un giorno non arrivò “a volte” che anche se era piccolino, faceva molta paura a “per sempre” e “mai”. Perche a volte e solo qualche volta dimostrava a “per sempre” e “mai”, che per sempre non è mai per sempre e mai non è sempre mai ma solo a volte. Morale 1. a volte è molto difficile distinguere tra una volta e un’altra volta Morale 2. non bisognerebbe mai dire sempre (bè, a volte si)Morale 3. i “sempre” e i “mai” sono imposti dall’alto, ma qua di sotto compaiono molte volte “i molesti”, che a volte, è un altro modo per dire “i diversi” o di volta in volta “i ribelli”

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La storia del cavallo beige

C’era una volta un cavallo beige che era beige come un fagiolo, e il cavallo beige viveva in casa di un contadino che era molto povero e il contadino povero aveva una moglie molto povera e avevano una gallina molto magra e un maialino zoppo. E cosi, disse un giorno la moglie molto povera del contadino molto povero: Non abbiamo più nulla da mangiare perche siamo molto povere, perciò dovremmo mangiarci la gallina magra. E così ammazzarono la gallina magra e si fecero un brodo magro di gallina magra e se lo mangiarono. E così stettero tranquilli per un pò, ma ritornò la fame e il contadino molto povero disse a sua moglie, anche essa molto povera: non abbiamo più nulla da mangiare perché siamo molto poveri, perciò dovremmo mangiarci il maialino zoppo. E così arrivo il turno del maialino zoppo, lo ammazzarono e si fecero un brodo zoppo di maialino zoppo e se lo mangiarono. E quando arrivo il turno del cavallo beige, il cavallo beige non stette ad aspettare la fine del racconto, ma fuggi via e si andò a cercare un altro racconto.

LA STORIA DEI SOGNI

P.S. Che insegna a sognare o a lottare, che è lo stesso.

La storia che ti voglio raccontare non me l’ha raccontata nessuno. In realtà me la raccontò mio nonno, ma mi avvertì che l’avrei compresa solo se l’avessi sognata. Perciò ti racconto la storia che ho sognato e non quella raccontata da mio nonno. I primi dèi ci parlano e ci insegnano nei sogni. L’uomo che non sa sognare rimane solo e nasconde la sua ignoranza nella paura. Affinché potessero parlare, conoscere e conoscersi, i primi dèi insegnarono agli uomini e alle donne di mais a sognare, e diedero loro dei nahual perché li accompagnassero nel cammino della vita. I nahual degli uomini e delle donne veri sono il giaguaro, laquila e il coyote. Il giaguaro per combattere, l’aquila per dar volo ai sogni, il coyote per pensare e non cadere nell’inganno del potente. Il mondo di adesso non è giusto, non riflette il mondo dei sogni in cui vivevano i primi dèi. Per questo gli dèi regalarono agli uomini di mais uno specchio che si chiama dignità. In esso gli uomini si vedono uguali e si ribellano se non sono uguali. Così ebbe inizio la ribellione. Il vecchio Antonio smise di parlare, e io mi addormentai. Lassù, il seno della Luna versava latte sul cammino di Santiago. L’alba regnava e tutto era ancora da fare, da sognare, da lottare.

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